Falsone è stato preso, ma noi stiamo a guardare
Ieri sul lungomare di San Leone si è celebrato il “contentino” della super cattura. Una fiaccolata, sì affollata, ma solo da cariche istituzionali, che hanno, giustamente, fatto il loro dovere: plauso a loro. Ma la gente comune, i giovani, in particolare, dov’erano? Agrigento, dal capoluogo, fino alle propaggini più peregrine della provincia, ha conquistato un altro primato di silenzio. Un boss, un superlatitante finisce in carcere dopo un decennio di ricerche senza freno. Giuseppe Falsone, il boss che ha battezzato con il sangue il suo sogno di volare alto, è stato preso e noi, agrigentini inconsapevoli, timorosi o semplicemente qualunquisti, facciamo finta di nulla. Dove sono le orde festanti, che hanno spalleggiato i poliziotti a Palermo dopo la cattura dei Lo Piccolo, di Raccuglia e di Nicchi? Perfino nella roccaforte corleonese, la gente - vecchi e bambini -ha acclamato, trovandosi di fronte e in manette Binu Provenzano. All’indomani dell’arresto del boss di Campobello, invece, solo uno striminzito crocchio di gente, che ha lanciato un paio di evviva sotto il balcone del questore di Agrigento. Questo è grave. E’ il sintomo eloquente di tante cose, ma su tutte del fatto che noi, agrigentini, non ci lasciamo sorprendere da nulla. Neppure dall’ambizione che la nostra provincia potrebbe tornare libera, dopo decenni di schiavitù. A pagarne lo scotto, siamo stati e forse continueremo ad essere sempre e solo noi. Piccoli, sottomessi e piagnucolosi. E non prendiamocela quando ci sentiamo dire che ognuno ha il destino che merita
Comments
Lascia il tuo commento.







