SS 640: lavori interrotti. Mancano i soldi

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Ci risiamo. Mancano i soldi. Siamo in Sicilia del resto. I fondi promessi non sono arrivati e la società Empedocle, che coordina i lavori per il raddoppio della SS 640 ha alzato la paletta dell’alt.

Cantieri chiusi, almeno così pare, stando a quanto dichiare l’impresa, che non ha percepito i 140.000.000 di Euro pattuiti con l’Anas. E dire che i lavori sembravano a buon punto. Che quel calvario di cantieri e di pericolossisime interruzioni, nella maggior parte dei casi segnalate solo parzialmente, fossero arrivati al capolinea. Si era quasi arrivati a sperare che la maledetta 640 non sarebbe più stata la strada della morte. Lì, in decenni, sono finite sterminate le vite di centinaia di persone, non da ultima quella di un giovane castelterminese, scomparso poco meno di due anni fa. Perchè per percorrere la ss 640 – a me capita spesso – non bastano la prudenza e il rispetto delle norme della strada. Tutt’altro. Per viaggiare su quella statale ci vuole buona sorte, la stessa che deve farti uscire incolume da certe curve a gomito, che manco nei giochini del cellulare ce ne sono di simili. La stessa che deve farti tenere i riflessi pronti a tutte le ore, specialmente di sera, quando alcuni tratti non conoscono alcun tipo di illuminazione. La stessa che deve aiutarti nel labirinto delle strettoie, dove se incroci lo spericolato, che intenta a tutti i costi il sorpasso, può essere la fine. Da tre anni e passa, la SS 640 era diventata un cantiere aperto, che a passarci pareva di essere finiti per sbaglio sulla Salerno-Reggio Calabria. Lavori in corso che, a mio avviso, scomodavano ancora di più le statistiche sugli incidenti. L’itinerario era un punto di domanda scritto a stampatello. Per andare a Caltanissetta, dovevi circumnavigare ogni angolo dell’agro favarese, per poi ritrovarti quasi al punto di partenza, scoprendo che il giro ti era valso solo un paio di km di percorso in avanti verso la meta.

In quel caso, però, la pazienza era animata dai buoni propositi. Ci sarebbe stata, da lì a chissà quanto, una strada nuova di zecca, una strada “normale”, una strada per non morire.

Oggi le speranze si infrangono tra le poche righe che riporta la stampa.  Quel che è fatto, ovviamente rimane, con buona pace di un modesto tratto di percorso. Il resto si vedrà. E considerati i tempi biblici della nostra terra, non è pessimistico credere che anche questa vicenda si arrotolerà sul proprio destino. Che i piloni incompiuti saranno corrisi dal tempo e finiranno con lo sgretolarsi. Che gli ”stop” provvisori, arrugginiranno sotto la pioggia di decine di inverni. E dire che la pompa magna che inaugurò il progetto annebbiò i più fiduciosi. Fu firmato un protocollo di legalità e fu istruita una task force tra le forze dell’ordine. Buoni propositi disattesi dal fatto che, grazie al giochino dei subappalti, la mafia non “potè evitare” di metterci lo zampino. Si arrivò pure a rassegnarsi al fatto che in Sicilia non può che andare così. La beffa dell’interruzione dei lavori la gente non la merita. In barba a chi sciorina promesse, a chi vaticina progresso e a chi, da qui a pochissimo, si appellerà alla nostra coscienza per votare dalla parte giusta. C’è stato un politico che abbia veramente preso a cuore la viabilità della nostra martoriata provincia? Siamo un’eccellenza inversa e questo ci regala un triste primato, l’ennesimo.

Auguriamoci che anche la SS 640 non finisca come tante altre cose. Auguriamocelo per noi, per i nostri figli, per quanti percorreranno ancora quella strada e dovranno sperare che il loro angelo custode non si distragga mai.

 

 

L'AUTORE

Maristella PanepintoMaristella Panepinto
ha scritto articolo/i per Taleonline.it.

Ho un debole per il Sud America (Da Frida Kahlo, alle Tortillas, passando per Marquez, Toquino e le eroine della Allende). Ho nel cuore un paio di posti al mondo: Casteltermini, l'Alhambra e il rione Monti, a Roma. Investo le mie finanze in viaggi, malgrado la mia atavica paura per gli aerei. Da quattordici anni faccio la giornalista freelance, full time, nel tempo libero mi diletto con il pane fatto in casa. Del mio mestiere amo soprattutto le inchieste sulla mafia agrigentina. Mi fanno comprendere tante, troppe cose, della mia terra. Il mio punto di riferimento professionale è Enzo Biagi. Il mio esempio di vita sono e resteranno i miei nonni: Tatà, Cola, Raffaè e Stella. A loro spero di dedicare il mio primo libro. Nel 2008 ho ideato questo blog insieme al nostro webmaster, Emmanuele D'Urso. Ho due passioni: la pizza e la mia labrador, Dafne. Con lei amo fare un paio di cose in particolare: "nuotate" da cartoon nel mare agrigentino e maratone televisive a guardare il Giro, il Tour e le repliche di Lassie. Il mio compagno di vita e di passioni è Alessandro.

 

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Una risposta a SS 640: lavori interrotti. Mancano i soldi

  • antonino scrive:

    Maristella che passione che metti nel descrivere i disagi che subite ogni giorno sulle nostre strade siciliane, se per costruire una strada ci vuole un progetto , un preventivo di spesa e un’approvazione da parte delle autorità competenti, come si può arrivare a finire i soldi prima di avere terminato i lavori?qualcuno evidentemente fa il furbo, anzi no come direbbe Monti fa il ladro, mi dispiace ma sarebbe ora che le persone oneste della martoriata sicilia si facessero girare un pò i garbasisi e andassero a protestare contro coloro i quali si arricchiscono con i nostri soldi e le nostre tasse. e non aspettare con le mani in mano il miracolo, pure i santi si rifiutano ormai

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