Articolo pubblicato da Maristella Panepinto sul numero odierno del settimanel Grandangolo.
Non è convinto Giuliano Castiglia, Gup della prima sezione penale del Tribunale di Palermo. Il giudice monocratico, lo scorso martedì, avrebbe dovuto emettere una sentenza attesa da mezza provincia di Agrigento. Si tratte dell’epilogo del processo Kamarat, che vede imputate tredici persone, tutte accusate, a vario titolo di essere il cuore della mafia della montagna. Al centro dell’indagine sono coinvolte le famiglie “cosanostrane” di Casteltermini, Cammarata, San Giovanni Gemini e Castronovo. In mezzo c’è anche il macigno del sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, con la figura del cammaratese Angelo Longo, presunto carceriere del piccolo, nella fase del sequestro, che si svolse a Cammarata. Continua a leggere
Il Pm della Dda di Palermo, Giuseppe Fici, ha chiesto 13 condanne al termine della requisitoria al processo sulle cosche mafiose della montagna denominato “Kamarat”. Il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto l’ergastolo per Angelo Longo, 47 anni, di Cammarata; 30 anni per Salvatore Fragapane, 55 anni, di Santa Elisabetta; 20 anni per Vincenzo Di Piazza, 71 anni, di Casteltermini; 14 anni anni per Salvatore Costanza, 62 anni, di San Giovanni Gemini; 12 anni per Mariano Gentile, 58 anni, di Castronovo di Sicilia, Vitale Salvatore Collura, 59 anni, di Castronovo di Sicilia, Calogero Scozzaro, 53 anni, di Casteltermini, e Vincenzo Giovanni Scavetto, 70 anni, di Casteltermini; Continua a leggere
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